Un Concerto Francescano per gli 800 anni dal Transito di San Francesco d'Assisi

Quest'anno si ricorda l'ottavo centenario dal Transito di San Francesco d'Assisi, che nel 1226 transitò dalla vita terrena alla vita eterna. In occasione delle celebrazioni in onore del "poverello di Assisi", ho voluto omaggiare il Patrono d'Italia con un programma musicale formato esclusivamente da una selezione di pagine composte da frati francescani tra il XVI ed il XVIII secolo, registrato all'organo Giuseppe de Martino (1715) di Karlskoga. La musica era di grande importanza per San Francesco, come testimoniato dai molti episodi raccontati nelle prime biografie del santo. È forse anche per questa ragione che molti francescani si dedicarono all'attività musicale, raggiungendo notorietà come teorici, compositori o come organari. Come non ricordare il teorico Francesco Antonio Vallotti (1697-1780), il compositore Ludovico Grossi da Viadana (ca.1560-1627), o gli organari José de Echevarría (?-1691) che introdusse le iconiche ance orizzontali negli organi spagnoli, Alejo Muñoz (?-ca.1730) organaro dell'arcivescovo di Granada, o Petar Nakić (1694-1769), anche conosciuto con il nome italianizzato di Pietro Nacchini, fondatore della scuola organaria veneta del Settecento.

Apre il programma un Tiento dello spagnolo Francisco de Soto (ca.1500-1563), musicista attivo alla corte reale di Madrid e ricordato per esser stato uno dei dodici francescani conosciuti come "i dodici apostoli del Messico", che su richiesta di Hernán Cortés (ca.1485-1547) sbarcarono sulle coste messicane nel maggio 1524 con l'obiettivo di evangelizzare le popolazioni indigene.

Il cremonese Costanzo Porta (1529-1601) fu probabilmente il compositore francescano italiano più rinomato del secondo Cinquecento. Attivo come maestro di cappella alla Basilica dei Frari a Venezia, viene annoverato tra i più importanti autori della Scuola Veneziana. Questo suo Ricercar quinto sopra ut, re, mi, fa, sol, la è una composizione divisa in diverse sezioni e dagli spunti tematici particolamente espressivi.

Segue un Ricercare a quattro voci dell'umbro Girolamo Diruta (ca-1554-ca.1610), autore del trattato Il Transilvano (1593 e 1609-10). Fu attivo in varie località tra cui la Basilica dei Frari a Venezia e le cattedrali di Chioggia e di Gubbio.

Giulio Belli (ca.1560-1613) fu attivo in molti centri dell'Italia settentrionale, dal duomo di Imola alla chiesa di Santa Maria a Carpi, dalla Basilica di San Francesco a Bologna alla Basilica dei Frari a Venezia, per poi passare da Ferrara, Osimo, Ravenna, Forlì, Reggio Emilia ed infine alla Basilica di Sant'Antonio a Padova e di nuovo a Imola. Il brano qui presentato è un'intavolatura del mottetto O sacrum convivium.

L'astigiano Giovanni Battista Fasolo (ca.1598-ca.1664) lasciò il nord Italia per Roma, Napoli ed infine la Sicilia, dove visse nel convento di San Francesco a Palermo e divenne maestro di cappella al duomo di Monreale. L'inno Te Deum laudamus apre la sezione dedicata agli inni dell'Annuale (1645), monumentale raccolta che contiene tutto quello che deve far un organista per al Choro tutto l'anno.

Lo spagnolo Antonio Martin y Coll (1660-1734) visse nel convento di San Francesco a Madrid. La Chacona qui presentata proviene dalla raccolta in cinque volumi Flores de Música, dove sono presenti sia composizioni originali che di altri autori europei.

La vita del praghese Bohuslav Matěj Černohorský (1684-1742) fu particolarmente interessante. Quarto figlio di un organista, entrò nel convento francescano nella Città Vecchia di Praga nel 1704, dotato l'anno successivo di un grande organo di ventisei registri costruito da Abraham Stark (1659-1709). Nel 1710 Černohorský lasciò Praga per un periodo di studio ad Assisi, ma avendo lasciato il convento senza il permesso esplicito dei superiori, venne espulso da Praga per dieci anni. Ad Assisi fu attivo come organista della Basilica di San Francesco. Concessogli di ritornare a Praga, sulla via verso la città natale si fermò a Padova, dove gli venne offerto un posto di organista alla Basilica di Sant'Antonio, proposta che accettò. Rientrato a Praga nel 1720, venne punito ancora una volta per non aver condiviso l'eredità paterna con il convento di residenza, ragion per cui venne mandato alcuni anni nel convento di Horažďovice quasi a scontare una pena. Amareggiato dal trattamento ricevuto in patria, decise di lasciare la Boemia una volta per tutte per rientrare a Padova come organista della Basilica del Santo. Nel 1741 lasciò Padova con l'intento di rientrare a Praga. Sulla strada verso il centro Europa si fermò per alcune settimane al convento francescano di Graz, dove morì senza mai far ritorno in patria. Černohorský fu un rinomato insegnante di musica, che ebbe tra i suoi allievi Giuseppe Tartini (1692-1770) e Christoph Willibald Gluck (1714-1787). Tra le composizioni dedicate all'organo c'è la Fuga in D parte di questo programma.

Giuseppe Burocco, conosciuto come padre Narciso da Milano (1672-ca.1728), fu autore di alcune pagine per organo, tra cui la Sonata per l'offertorio. Fu attivo come organista presso il convento francescano di Sant'Angelo a Milano.

Il bolognese Giovanni Battista Martini (1706-1784) viene considerato uno dei musicisti più autorevoli del Settecento italiano. Rinomato didatta, fu insegnante del giovane Mozart durante il soggiorno di Bologna. Martini fu maestro di cappella dal 1725 alla Basilica di San Francesco a Bologna. La Sonata VI fa parte delle sei sonate opus 3 pubblicate a Bologna nel 1747, di cui tre sono da suonarsi al cembalo e le altre tre all'organo.

Allievo di Martini fu anche il bolognese Stanislao Mattei (1750-1825), che fu maestro di cappella alla Basilica di San Francesco di Bologna dopo Martini, passato brevemente alla Basilica di Sant'Antonio a Padova per poi rientrare a Bologna come maestro di cappella della Basilica di San Petronio. La Fuga qui presentata, che formalmente non è una fuga ma una breve composizione a tre voci, fa parte di un manoscritto con quattro composizioni organistiche di Mattei.

Seguono alcune pagine di autori dell'Europa centrale. Lo slovacco Jozef Pantaleón Roškovský (1734-1789) studiò teologia a Bratislava, dove fu attivo come musicista nella seconda metà del Settecento. A lui si devono alcune composizioni vocali e poche pagine organistiche. Il Divertimento affetuoso in F è una lunga composizione dal carattere cantabile e moderato. Il Praeludium et Fuga tertii toni in a, composto da Caspar Franz Stary (1732-1777), francescano musicista attivo a Vienna, è seguito da due pagine vivaci composte da Bennone Mayer (ca.1737-1818) e Roberto Lesjak (ca.1737-1816), due francescani documentati come musicisti in Croazia.

Chiudono il programma due brani di francescani spagnoli nativi dei Paesi Baschi. Una sonata di Ignacio de Echevarría (?-1792) nella tonalità di mi bemolle mette alla prova il temperamento mesotonico dell'organo de Martino, seguito dal Concierto Airoso di Fernando Eguiguren (1743-ca.1815), pagina gioiosa dal carattere già classico.

Le musiche nel video su YouTube sono accompagnate da dipinti a tema francescano di celebri artisti europei contemporanei alle musiche proposte: Raffello Sanzio (1483-1520), Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559-1613), Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610), Paolo Veronese (1528-1588), Antonio Allegri detto il Correggio (1489-1534), Jusepe de Ribera (1591-1652), Orazio Gentileschi (1563-1639), Antoon van Dyck (1599-1641), Peter Paul Rubens (1577-1640), Bartolomé Esteban Murillo (1617-1682), Domínikos Theotokópoulos detto El Greco (1541-1614), Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666), Cornelis Schut (1597-1655), Adam de Coster (1586-1643), Francisco de Zurbarán (1598-1664).

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